28 ottobre 2012: Scritto col mio sangue

La copertina del libro

In realtà ho finito questo libro da tempo, ma per un motivo o per l’altro non sono più riuscita a bloggare. Dunque, vediamo… l’autrice ha presentato l’uomo da cui sarebbe rimasta incinta così spesso, per poi abortire. Che dire? Non è un uomo che mi ha fatto una buona impressione, anzi.
Prima cosa: lui le dice di non volere figli, e questo succede quando lei è già rimasta incinta e ha già abortito una volta, senza dirglielo. La giustificazione che dà lei dei primi aborti è appunto questa: lui non vuole figli e anzi, quando lei gli confessa di essere incinta (non ricordo se è la seconda o terza gravidanza), lui le dice chiaramente che se pensa di essere adulta abbastanza da avere figli, allora sarà adulta abbastanza anche da essere una ragazza madre. Più chiaro di così… per cui lei – che a questo punto è già così avanti nella gravidanza da sentire il bambino che si muove, e comunque oltre il limite legale per l’aborto – prende una quantità spropositata di farmaci che la portano ad avere una specie di parto. E’ questo che mi impressiona: che a volte questa donna scelga di abortire in maniere dolorose, spesso al limite legale. Ma io penso che l’uomo che ha accanto sia una schifezza. Lui le dice di volere donne giovani perché così ‘non hanno le ferite della vita’: beh, una donna giovane è anche in età fertile, e se tu sei così convinto di non volere figli, allora fai qualcosa per evitare che la tua donna resti incinta. Irene dice che in certi periodi (quando era meno occupata con i libri che scriveva) ‘dimenticava’ la pillola. Ora, ho chiesto al mio ragazzo: in un’ipotetica situazione simile a quella di questi due, se vedi che continuo a restare incinta e poi abortire, tu che fai? La risposta – e dovrebbe essere quella di ogni uomo! – è stata che anche lui penserebbe un po’ di più alla contraccezione.
Insomma, ho letto qualche commento a questo libro, e la maggior parte condanna questa donna. Forse è più logico: alla fine è la donna che decide cosa fare del bambino che aspetta. Ma io parto dal presupposto che quel bambino l’ha concepito con un uomo, e se, come in questo caso, l’uomo è suo marito, beh, qualche colpa ce l’ha anche lui, proprio perché se scegli così perentoriamente di non avere figli, allora non lasci la donna che teoricamente ami allo sbaraglio: chiunque sano di mente si farebbe due domande sul perché la propria donna continua a ‘dimenticare’ la pillola per poi abortire. Non farlo per tredici volte (due aborti sono con un altro uomo) dimostra la sua pochezza.

Per fortuna Irene si accorge dell’uomo dappoco che ha accanto. E alla fine ha una bimba con un altro uomo.
Ecco, qui però mi dico: lavoro in un centro di medici di famiglia, e spesso vedo donne anche giovani che si sottopongono a cure per la fertilità che altrettanto spesso devono ripetere più volte per poter riuscire ad avere un figlio. E questa invece ne abortisce quindici e poi rimane incinta… la natura non è giusta. Concedetemi questa piccola e inutile considerazione.


Titolo Scritto col mio sangue. Storia di una donna che non sapeva essere madre
Autore Irene Vilar
Iniziato il 7 ottobre 2012
Progresso 254/254 pagine

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