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Caro scrittore in erba… di Gianluca Mercadante

Caro scrittore in erbaCaro scrittore in erba by Gianluca Mercandate
My rating: 4 of 5 stars

Caro scrittore in erba… e uno si aspetta, quasi quasi, un manuale di scrittura. E invece no, tutt’altro: Gianluca Mercadante ci accompagna in un viaggio costellato di aneddoti che ci raccontano tutte quelle cose che un manuale di scrittura non ci dice. E lo fa con uno stile ironico e divertente che più di una volta strappa una risata.
Credo sia proprio questo uno dei punti di forza del libro: lo stile. Semplice e mai banale, in grado di far sorridere e insieme riflettere, anche quando racconta cose su cui sorridere è davvero difficile. Anzi, cose che dovrebbero farci arrabbiare: il primissimo incontro con l’editoria a pagamento, con un annuncio su un settimanale che ricorda tantissimo quelli che oggi troviamo in internet; la presentazione in un supermercato, con un messaggio pubblicitario da ripetere a cadenza regolare, gestita da una modella scelta per il suo aspetto fisico; l’evento gestito malissimo dall’amministrazione comunale, al punto da renderlo del tutto impossibile. E conversazioni e situazioni al limite del surreale, e a volte anche oltre quel limite. Per ogni aneddoto che ci viene raccontato e che sicuramente una risatina ce la farà fare, impariamo qualcosa di più sull’editoria: su cosa va scansato, sulle diverse modalità con cui qualcuno potrebbe volerci fregare, come si suol dire, sulle proposte discutibili che si possono ricevere e a volte anche sulla scarsa attenzione alla lettura che si può trovare in giro, anche da chi, teoricamente, dovrebbe occuparsene. Quello che emerge da alcuni episodi è proprio che a volte il libro è concepito come un oggetto che va venduto, il suo contenuto passa in secondo piano e tutto quello che conta è “il mercato”. E a tutto questo si contrappone l’autore, che ci racconta come stanno le cose, a volte davvero tristi, come i contribuiti gratuiti, le offerte indecenti delle case editrici, le presentazioni impresentabili. Ma ci racconta anche che non è questa la cosa importante.
E credo che emerga benissimo anche questo, l’amore per la scrittura per ciò che ci permette di fare, l‘amore per le storie da raccontare e l’amore per i libri per i legami che ci permettono di creare: tra l’autore e i suoi lettori, tra i lettori dello stesso libro. Perché, come dice Gianluca, i libri non si pubblicano, i libri si scrivono (e si leggono): non sono oggetti che possono stare negli scaffali, giusto perché la copertina ha un colore che ben si intona al divano. E non possiamo trattarli come se lo fossero, né possiamo trattare gli autori come meri produttori. Ma Gianluca questo lo dice meglio di me, quindi ecco il pezzetto che più ho amato del libro:

Bisognerebbe scrivere una legge, non un libro. Bisognerebbe tutelare il diritto alla passione. Bisognerebbe tutelare la passione quando diventa mestiere – e sostenerla di conseguenza sul piano economico. Bisognerebbe trattare col dovuto rispetto chi propone il suo lavoro a un qualsiasi pubblico e bisognerebbe che quel lavoro imparassimo tutti quanti a considerarlo tale.
Con la scrittura, con la musica, con le arti non ci si gioca.

Non dovete pensare che Caro scrittore in erba… sia rivolto agli aspiranti scrittori, perché non è così. È un libro interessante (e divertente, che non fa mai male) per tutti coloro che i libri li amano, per chi li vorrebbe scrivere (e magari pubblicare) come per chi, invece, li vuole leggere e basta. A volte il sorriso sarà amaro, a volte penserete ok, adesso sto ridendo… ma esattamente di cosa sto ridendo? Non dovrebbe farmi arrabbiare, questa cosa? E vi risponderete che sì, quella cosa dovrebbe farvi arrabbiare, e anzi, in effetti un po’ scocciati lo siete. Ma il messaggio positivo, l’amore per i libri e per le belle storie, la curiosità che ci spinge… tutto questo surclassa le cose negative. E non è cosa da poco.

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