Esperimento: io e il tedesco

Uno dei miei problemi fondamentali con la lingua tedesca (e quindi con gli esami all’università!) è sempre stato il lessico. In parte sono stata ammazzata nel tentativo dal primo anno di università: venivo da studi classici tradizionali, per cui lingua straniera solo i primi due anni, e avevo studiato solo l’inglese (e francese alle medie). Completa principiante com’ero, trovarmi davanti una grammatica senza un glossario, senza la minima traduzione anche solo degli esempi dei concetti grammaticali che avrebbero dovuto chiararmi, non mi ha aiutato granché, anzi. E il prof ci diede una lista di parole che dovevamo conoscere… ma anche qui, senza traduzione. Letteralmente non avevo idea di cosa leggevo, e cercare le parole sul dizionario cartaceo (niente ADSL, ai tempi) era una procedura lunghissima. Aggiungiamo che avevo pure l’esame di inglese e il quadro è completo.

Ok, forse come scusa non regge, ma in ogni caso il primo impatto è stato, err… difficile? In ogni caso, è stato un problema che mi sono trascinata finora.

Il mese scorso, però, per una ricerca casuale che feci sui glossari (oltretutto per tutt’altra cosa, ma fa niente), trovai questo articolo in cui si parlava di SRS. Si tratta di una tecnica che in soldoni ti fa ripetere i concetti secondo intervalli studiati secondo la curva dell’oblio. Vi rimando ai link per capire meglio di cosa si tratta. Insomma, in questo modo ho scoperto i software di ripetizione dilazionata, e in particolare quello che sto usando: Anki. E le mie ricerche mi hanno portato a un articolo che purtroppo non trovo più e che mi ha dato l’idea di cui voglio tenere una traccia qui (anche solo per dirmi: devo farlo vedere poi ai due gatti che mi seguono!).

Nell’articolo che trovai, il ragazzo spiegava come aveva usato Anki per verificare se funzionava, e per farlo si era segnato tutte le parole che non conosceva in un romanzo tedesco, inserendole poi con il loro significato per studiarle tramite Anki ogni giorno, e poi aveva verificato dopo un mese quante ne ricordava (una buona parte). Ho deciso di fare la stessa cosa, e ho scelto Der kleine Prinz perché lo avevo comprato tempo fa e mi sembra un buon punto di partenza, dato che non mi pare eccessivamente difficile.

Ecco come funziona il mio esperimento:

  1. segno su un quaderno le parole che non conosco, così come le trovo nel testo, anche se so che probabilmente sono forme irregolari verbi o quant’altro. Questo per aiutarmi a ricordarne l’ortografia corretta.
  2. Cerco i significati. Mi segno tutte le irregolarità che trovo (verbi irregolari, forme particolari degli aggettivi), i genitivi e plurali, e tutte le espressioni idiomatiche che trovo nel dizionario.
  3. Inserisco tutto tramite un’applicazione per iPad, A+ Pro, che mi permette di creare set di flashcards che posso sia inviarmi via email per importarle su Anki, sia inviare su Quizlet (la cui utilità vi spiego dopo).
  4. Ho impostato Anki per darmi 50 nuove parole da studiare al giorno, quindi devo inserirne almeno 50 ogni giorno (ma non mi limito a 50, se ho tempo e modo di inserirne di più, onde evitare i blocchi dovuti al lavoro).
  5. Ogni domenica verificherò su Quizlet i miei progressi tramite la modalità Test.
  6. Ogni lunedì vi metterò qui le statistiche così vedete come procedo e potete farmi da supporto, se ne avete voglia XD
  7. Profit?

Non ho idea di quanto tempo mi serva per terminare l’esperimento, in ogni caso ho già cominciato lo studio. L’esperimento è cominciato ufficialmente il 9 agosto 2013 e per adesso ho studiato ogni giorno. In uno dei giorni avevo meno parole – non ne avevo inserite abbastanza – ma ho recuperato inserendone un centinaio tra ieri e oggi. Ovviamente non inserisco due volte la stessa parola XD

E quindi… statistiche di questi 4 giorni di studio!

anki-statistiche-2013-08-12@18-24-01

Piccola spiegazione sulle statistiche per chi non è familiare con il programma:

  1. primo grafico: il numero di parole che devo ripassare, comprese quante ne ho da ripassare domani
  2. secondo grafico: numero di domande a cui ho risposto, in cui “giovani” sono carte nuove mai viste, “reimpara” le carte viste ma che ho scordato, e quelle da imparare.
  3. terzo grafico: tempo impiegato per lo studio
  4. quarto grafico: gli intervalli tra una ripetizione e l’altra, il cuore del sistema. Ora come ora ho alcune carte che dovrò rivedere tra 6 giorni.
  5. quinto grafico: la percentuale di correttezza delle risposte (mi piace!)
  6. sesto grafico: tipi di carte, cioè le parole. In totale sono 180 carte, ma le parole sono 90 perché ho sono inserite come ted-ita e ho chiesto al programma di invertirle automaticamente (quindi le vedo anche ita-ted, utilissimo!)
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